Il castello svevo di Termoli caratterizza con il suo profilo l’immagine del borgo medievale della città. La sua costruzione viene fatta risalire approssimativamente al XIII secolo, periodo in cui Federico II di Svevia progettò un sistema di fortificazione delle frontiere sud-orientali italiane fino alla Sicilia, mentre la torre centrale normanna risale al XII secolo, mantenendo le caratteristiche strutturali delle torri normanne esistenti.
Alla fine dell’XI secolo, con la conquista normanna delle coste adriatiche, il Conte dei Conti Roberto di Loritello ed il suo successore, il figlio Roberto II di Loritello, stabilirono la loro residenza a Termoli, chiamata in quel periodo Termole o Termine, in un palazzo comitale fortificato posto sulla costa, palazzo che era posizionato nell’area destra rispetto alla torre normanna, sopra l’area oggi chiamata Montecastello, di cui oggi rimangono costruzioni moderne e abusivismo edilizio risalente a fine ‘800. L’attuale struttura del castello venne edificata su un antico nucleo centrale di origini normanne costituito da un edificio a pianta quadrata completamente realizzato in mattoni e coperto da una volta a botte. Un’antica testimonianza dell’originaria costruzione muraria si ha in una lettera datata 1239 in cui Federico II consente ai termolesi di tenere un mercato settimanale tra le mura del vecchio castrum. Alla fine del periodo 1241-1246 quello di Termoli viene citato tra i castelli del Giustizierato di Monte Sant’Angelo.