I castelli e le città murate in Veneto

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Itinerari

Nei paesaggi che fanno da sfondo alla pittura del Cinquecento veneziano, non è raro vedere svettare qualche costruzione fortificata sulla cima di un altura. Erano architetture militari a difesa del territorio
L’itinerario che tocca le città fortificate parte dal territorio veronese, che dal XIII secolo fu dominato dalla potente famiglia degli Scaligeri.

Vediamo per primo il castello di Valeggio sul Mincio, che risale al X secolo, anche se nel XIII sec. fu rinnovato dagli Scaligeri, che fecero costruire le quattro torri ancora visibili, mentre la quinta, più slanciata, risale al secolo successivo, su commissione di Gian Galeazzo Visconti, che nel 1387 occupò la zona.
Ammirato il panorama su Valeggio da una parte e sul Mincio dall’altra, ci si dirige a Villafranca, dove il castello scaligero sorse come baluardo verso la città di Mantova.
Quasi ogni angolo del territorio è punteggiato di castelli e torri: sulla costa del Lago di Garda si ammirano i pittoreschi manieri scaligeri di Lazise, Torri del Benaco, e Malcesine.
Anche il territorio a sud di Verona era costellato di castelli di cui si trova traccia a Legnago, dove il torrione di piazza Libertà è l’unica testimonianza delle quattro torri del 900, a Cologna Veneta e a Zevio, il cui castello ancora domina il borgo.
Passiamo alle mura di Verona, che furono edificate per volontà di Cangrande I, mentre nel centro della città sorge Castelvecchio, munito di un poderoso mastio centrale.
Da Verona ci si dirige a Soave dove dalla cima del colle ci accoglie con il castello del X secolo.
Spostiamoci nel vicentino, ad Arzignano. Qui l’agglomerato di Castello, racchiuso dalla poderosa cinta muraria sulla sommità del colle, ricorda la dominazione comitale dei Maltraversi nella zona, mentre a Montecchio Maggiore i castelli che la leggenda vuole siano stati di Giulietta e Romeo testimoniano la dominazione scaligera.
Più a nord è Marostica, un borgo fortificato realizzato sempre in età scaligera, racchiuso dentro una cinta muraria che si estende fra due castelli, uno situato alla sommità del colle e l’altro nella piazza inferiore, fatto costruire da Cansignorio della Scala nel 1320. Di fronte a quest’ultimo è disegnata sul selciato, in lastre di pietra dell’Altopiano, la scacchiera per la famosa partita a scacchi vivente.

Bassano derivò la sua importanza dalla posizione strategica e centrale tra Vicenza, Padova e Treviso, allo sbocco della via per Trento. Per questo motivo vi sorgeva un castello (castello superiore) già dal 1175, quando fu eretta la prima cinta muraria, che fu ampliata nel Trecento integrando la difesa con il castello inferiore.
Passando per San Zenone degli Ezzelini, dove rimane solo una torre a ricordo del castello della omonima famiglia, si giunge ad Asolo, dove una possente rocca domina la cittadina.
Forse già esistente all’epoca romana, dal XIV secolo la rocca divenne caposaldo di una cinta muraria di cui ancora si può ammirare la poderosa consistenza. E’ ancora visitabile il castello medievale che nel Cinquecento venne adattato a residenza di Caterina Cornaro e della sua corte.
Da Asolo si può deviare e salire a Feltre, nel bellunese. Poco più in su, presso Mel, incontriamo il castello di Zumelle, unico castello medievale della val Belluna ad essere sopravissuto alle distruzioni operate dalla Serenissima, nella sua conquista di questa zona.
Da Feltre, passando per Valdobbiadene si giunge a Valmareno, dove ci attende il presidio fortificato del castello Brandolini, che sorge su uno sperone di roccia e testimonia l’importanza della posizione, sull’antica via Altinate.

Il castello di San Martino sui colli di Vittorio Veneto Autore: Luca Vivan

Proseguendo fino a Vittorio Veneto, il borgo di Serravalle mostra ancora il castello medioevale che sorse su un antico castrum romano, dentro il quale i da Camino costruirono una loro residenza, distrutta nel Settecento e ora solo in parte ricostruita.
Il nucleo antico di Conegliano, la città alta, mostra ancora l’antico castello che i vescovi di Belluno costruirono nel sec X per protezione della popolazione del contado.
Attraverso Susegana, dove il castello di San Salvatore ancora mostra una doppia cerchia di mura che racchiude il borgo medievale, si raggiunge il centro di Treviso, delimitato da una cinta muraria cinquecentesca ideata dal veronese Fra Giocondo.
Una deviazione nel Veneto Orientale, toccando il pittoresco centro Portobuffolè, dove solo una torre è rimasta a ricordo dell’antico castello, ci porta al borgo medievale di Portogruaro, sede in origine di un castrum del vescovo di Concordia e circondato da una cerchia muraria del XIII secolo, di cui oggi si possono ammirare 3 delle originarie 5 porte.
Poco lontano si incontra San Stino, dove rimane il mastio di un antico castello medievale, forse difesa dei Patriarchi di Aquileia del confine con la Marca Trevigiana, oggi adibito ad abitazione privata.

Centro storico di Portogruaro, Autore: Luca Vivan

Situato in posizione strategica tra Treviso, Padova e Vicenza, il borgo di Castelfranco sorse alla fine del XII secolo con castello, mura di cinta a pianta quadrata e una semplice struttura con due strade che si incrociano ortogonalmente.
Altro centro fortificato di straordinario interesse è Cittadella, un borgo fondato in età medievale e racchiuso entro una ellittica cinta muraria.
Costruita dalla famiglia Tempesta dopo il 1158, la rocca di Noale ricorda il passato di questa cittadina, che nel corso dei secoli fu contesa tra Ezzelini, veronesi e veneziani. I resti della Rocca, con quattro torri angolari, sono ancora ben visibili. Il castello medievale, un tempo difeso da una possente cerchia muraria, racchiude il centro del paese.

Scendendo da Noale verso Padova si incontra il castello di Stigliano, suI resti di un castro romano e ancora il castello di Peraga di Vigonza, Una deI pochi esempi dI villa costruita riutilizzando una struttura fortilizia preesistente.
In provincia di Padova rimangono le testimonianze del castello di San Pelagio, a Due Carrare, il fortilizio di Monselice, il castello di Este, le mura di Montagnana, e il castello del Catajo, a Battaglia Terme, che in realtà è una dimora cinquecentesca,
Nel rodigino si incontrano i castelli estensi di Arquà Polesine e Lendinara.

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