I colli Berici e le ville

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Itinerari

Immediatamente a sud di Vicenza si sviluppano per circa 13 km i monti Bèrici, che raggiungono l’altezza massima di 444
m. Abitati nel medioevo dai benedettini dipendenti dal monastero dei Ss. Felice e Fortunato di Vicenza, hanno ospitato nel tempo corti longobarde, fortezze feudali ed eleganti ville nobiliari. Il paesaggio, che varia dalle asprezze rocciose e carsiche della cosiddetta Riviera Berica a morbidi e verdi declivi coperti di vigneti, è
costellato infatti dalle raffinate residenze di campagna del patriziato veneziano, tra cui alcuni capolavori di Palladio: austere le ville di Agugliaro, Brèndola e Valmarana, eleganti quelle più tarde di Poiana Maggiore, Bagnolo, Lonigo e Costozza.

[B]Costozza[/B], antico borgo ai piedi dei Bèrici che prende nome dall’uso di mettere a “custodia” il vino in grotte a temperatura costante, presenta un piazzale con un appariscente giardino all’italiana che inquadra i tre nuclei delle ville Da Schio: in cima alla scalinata sono al medesimo livello l’edificio settecentesco della villa vera e propria e la cinque-settecentesca ca’ Molina; più in alto, aggettante dal pendio del monte, il villino
Garzadori-Da Schio (1690). Sulla strada del Tocai rosso – la via pedecollinare che da Costozza si dirige a Nanto, famosa per la sua pietra da costruzione – si incontrano le cave di Lumignano, sopra le quali si trova l’eremo di
S. Cassiano (secoli VII-VIII). Dalla piazza di Lumignano parte una serie di sentieri di vario impegno, tutti ben segnalati; nei pressi del paese, le pareti della Riviera Berica offrono ai più intrepidi una palestra naturale per
l’arrampicata. Il piccolo centro di Agugliaro, lungo lo scolo Liona, avrebbe dovuto gravitare attorno alla tardoseicentesca villa Pigafetta-Troilo, rimasta incompiuta; la frazione Finale conserva invece il recinto di villa Saraceno, realizzata nel 1549-68 da Palladio che ne pubblicò i disegni nel suo trattato di architettura.

Si giunge così a [B]Noventa Vicentina[/B], il cui nome deriva da quello di Nova Entia (nuovi insediamenti), che le imposero i benedettini. Alla nobile famiglia Barbarigo risale il complesso di villa Barbarigo, formato da una coppia di barchesse a portico tuscanico e da un corpo padronale riccamente dipinto (1588), la cui seicentesca parrocchiale custodisce un Santi Rocco e Sebastiano di Tiepolo. Tre ville di un’importante famiglia locale conferiscono a Poiana Maggiore un posto di rilievo nella storia dell’architettura veneta: villa Pojana-Colla, di origine quattrocentesca; la villa detta “Castello” perché una delle seicentesche barchesse ingloba fortificazioni precedenti; la più nota villa Poiana, costruita fra il 1550 e il 1563 da Palladio, e da lui inclusa nel suo famoso trattato.

Nel novero dei centri palladiani rientra anche il piccolo nucleo di [B]Bagnolo[/B], centro di governo dei possedimenti dei nobili veneziani Pisani, come testimonia la grandiosa villa Pisani Ferri, commissionata a Palladio nel 1544. Una loggia bugnata a tre archi, seguita da una facciata più modesta, dà accesso al salone; oggi si entra dal lato delle grandi barchesse (1562-69), ristrutturate dopo l’incendio del 1806. Il maggior centro della fascia bèrica è Lonigo, sede della storica Fiera Cavalli e di un rinomato circuito di speedway. In piazza XX Settembre spicca la principesca villa Giovanelli che, ricavata da
un’abbazia benedettina, conserva il chiostro del ’500 e il campanile del ’400. Sulla vetta del colle ripaga della lunga salita la rigorosa eleganza di villa Pisani (1576-78), rielaborazione della Rotonda di Vicenza a opera di Scamozzi.

A [B]Brèndola[/B], in posizione scenografica sulla campagna di Monticello di Fara, emerge la monumentale villa Da Porto detta “la Favorita”, costruita nel 1714-15 da Muttoni. Il nucleo antico di Brèndola, con la gotico-rinascimentale villa Piovene, è arroccato sotto i resti di una fortificazione vescovile. Una parrocchiale ricostruita nel 1740 domina il piccolo centro di Orgiano. Qui, di grande interesse storico-architettonico è villa Francanzan Piovene, progettata da Muttoni. Il corpo centrale risale al 1710; precedenti appaiono invece il recinto merlato
e la colombara.

Il centro di [B]Sossano[/B], noto per la produzione di prosciutti, ha insediato il proprio municipio nella cinque-settecentesca villa Ferramosca-Giovanelli. Proseguendo oltre l’abitato ci si avvia ad attraversare i colli Bèrici; fra vigneti di tocai rosso e uliveti si incontra Toara, sviluppatasi attorno a villa Barbaran-Piovene (secoli XVI-XIX). Una conca dei Bèrici accoglie il lago di Fimòn (lungo km 1.5 e largo m 300-500; m 26), il più importante ambiente umido del Vicentino; alimentato da
sorgenti sotterranee, è una nicchia naturalistica di notevole interesse per il tipo e la completezza della flora e della fauna. Vi si accede solitamente da Arcugnano, dove si imbocca la diramazione dalla Dorsale Bèrica.

Prima di rientrare nel capoluogo merita una visita [B]Altavilla Vicentina[/B]. La gotica chiesa dei Ss. Urbano e Sebastiano sovrasta il centro in cui sorge villa Valmarana-Morosini, realizzata a partire dal 1724 sotto le direttive
di Muttoni. La sua fronte principale si affaccia al giardino, con salone decorato di stucchi e affreschi.

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