Il Settecento fu per Venezia l’ultimo secolo d’oro, quasi il canto del cigno della sua secolare storia di libera repubblica. Fra le arti, fu soprattutto la pittura a far meritare alla Venezia del Settecento un ruolo di indiscusso prestigio non solo in Italia ma anche in tutta Europa
Interprete d’eccezione di quel secolo fu Giambattista Tiepolo, che impersona con la sua pittura l’eredità del ruolo svolto nel glorioso Cinquecento veneziano da Paolo Veronese.
La concentrazione di opere del Tiepolo in Venezia è tuttora di assoluto rilievo: presenti sia negli edifici pubblici che nei palazzi privati, nelle chiese e nei luoghi destinati a confraternite.
In Venezia l’amante della pittura del Tiepolo avrà solo l’imbarazzo della scelta.
A partire dal Sacrificio di Isacco, che decora la chiesa dell’Ospedaletto, una delle prime opere del pittore, passando per la chiesa di San Stae, dove il Martirio di San Bartolomeo (1722) già è incline al gusto per il colorismo vibrante, tanto apprezzato dalla committenza aristocratica dell’epoca.
Si continua con l’ariosa decorazione della Chiesa degli Scalzi, in gran parte purtroppo distrutta da un ordigno bellico, per arrivare a dei capolavori come il Soffitto della Scuola dei Carmini, o quello della Chiesa dei Gesuati. Pitture che nulla hanno da invidiare alla decorazione di certe dimore patrizie quali Palazzo Pisani Moretta, o Ca’ Rezzonico o soprattutto Palazzo Labia, dove Giambattista spalanca sui soffitti i suoi deli trasparenti abitati dalle serene personificazioni delle allegorie e delle virtù.
Sono numerose le chiese che conservano una o più pale d’altare del Tiepolo. Tra queste ricordiamo quella di Sant’Alvise, la Chiesa dei Gesuati e quella di Santa Maria della Fava, la Cappella Cornaro ai Santi Apostoli e la Chiesa di San Polo.
Numerose sono le opere del Tiepolo conservate nelle gallerie cittadine. Quelle delle Gallerie dell’Accademia e della collezione Cini coprono un po’ tutte le fasi della vita pittorica dell’artista, mentre un ritratto di procuratore alla Querini Stampalia e un ritratto di vecchio al Museo Civico Correr ci introducono nel complesso mondo della ritrattistica tiepolesca, che sarà poi continuata dai figli e in particolare da Lorenzo.
Spostandosi da Venezia all’entroterra, numerose sono le dimore e le chiese che conservano traccia dell’opera dell’artista o dei suoi figli: a nordest la guerra ha risparmiato il soffitto del presbiterio di Giandomenico nella parrocchia di Meolo (Ve), mentre nel trevigiano conservano lavori di Giandomenico sia la parrocchiale di Casale sul Sile, che quella di Merlengo (1750).
Altre pregevoli opere sono custodite nei musei di Treviso, Bassano del Grappa, Padova, Verona e Vicenza.
Ma é soprattutto il territorio ad essere costellato dei loro capolavori. Scendendo da Bassano, i dintorni a ovest di Vicenza mostrano gli affreschi della villa Loschi in località Biron, e gli affreschi della villa Cordellina (1734), progettata dal Massari, a Montecchio Maggiore.
A est del capoluogo si incontrano sia la parrocchiale di Rampazzo, con l’Apoteosi di San Gaetano Thiene, che la stupenda villa Valmarana ai Nani a Vicenza, dove Giambattista lavora in compagnia del figlio Giandomenico.
A sud la settecentesca parrocchiale di Noventa Vicentina conserva la tela con I Santi Rocco e Sebastiano degli anni 1758/60.
Passando nel padovano, raggiungiamo il duomo di Este, che conserva Santa Tecla intercede per Este (1758). Una piccola deviazione a Calaone ci porta al San Gaetano Thiene di Giandomenico nella parrocchiale.
Ammirato lo splendido ritratto di Antonio Riccobono, all’Accademia dei Concordi di Rovigo, visitiamo la parrocchiale di Cartura con lo splendido affresco dell’Assunzione di Maria di Giandomenico sul soffitto e la chiesa di San Martino di Piove di Sacco, con la Madonna del Carmine di Giambattista. .
Proseguendo verso Padova, nella Basilica del Santo incontriamo di Tiepolo padre il Martirio di Sant’Agata (1735-36), molto danneggiato dai restauri; il Riposo dalla Fuga in Egitto e i Santi Massimo e Osvaldo, nella chiesa di San Massimo, nella via omonima, e nel museo cittadino la Predica di San Patrizio d’Irlanda.
Ritornando da Padova verso Venezia, risulta tappa d’obbligo il soffitto con la Gloria della famiglia Pisani attorniata dalle Arti e dalle Scienze, che decora il salone principale della villa Nazionale di Stra, sulla Riviera del Brenta.
Toccato poi il centro di Mirano, dove Giambattista eseguì in San Michele la pala Il Miracolo del piede di Sant’Antonio, concludiamo il nostro itinerario a Zianigo , dove i Tiepolo avevano la loro villa e dove Giandomenico ha lasciato lavori nella parrocchiale.