Frutto dell’esperienza dell’uomo e spesso fonte di saggezza, i proverbi ed i modi di dire trasmettono non solo le consuetudini passate, ma anche gli umori popolari,a volte contraddittori. La storia e le tradizioni umbre vengono pertanto tramandate tramite detti e proverbi, che, espressi nei vari dialetti dell’Umbria, assumono un fascino particolare. Attraversato e tagliato in due dal fiume Tevere, il territorio umbro può essere suddiviso in tre aree linguistiche principali: quella nord-occidentale (Perugia, Gubbio, Città di Castello), quella sud-orientale (Foligno, Spoleto, Nocera Umbra, Norcia, Cascia, Terni e Amelia) e quella sud-occidentale costituita da Orvieto. I due territori del Trasimeno/Città della Pieve e quello che va da Scheggia a Todi e comprende Gualdo Tadino ed Assisi, sono invece delle aree di transizione, in cui si risente nel primo caso l’influenza della Toscana e nel secondo delle Marche, Abruzzo e Lazio.
Di seguito, alcuni proverbi tipici umbri:
Fa quel ch’il prete dice, no’ quel che il prete fa Fa quello che il prete dice, non quello che lui fa.
Consijo de volpe stirbizione de galline Consiglio di volpi strage di galline.
Chi c’ha la comodità e nun se ne serve, neanche lu confessore l’assorve Chi ha le comodità e non le sfrutta, neanche il prete l’assolve da questo peccato.
Chi vò vive e stà sanu, dai parenti stia lontanu Chi vuole vivere e stare sano, dai parenti stia lontano.
La virità viene sempre a galla come l’oju La verità viene sempre a galla come l’olio.
Altri proverbi sul lavoro ed il denaro
Altri proverbi sulla tavola ed il lavoro nei campi
Altri proverbi umbri sull’amore e la famiglia